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QUA(derno)BLOG: appunti personali a fogli staccabili (dal marciapiede fino alla vetta dei grattacieli).
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lunedì, 28 gennaio 2008
Un libro in ostaggio. Durante lo scambio dei numeri di cellulare, con una giornalista molto simpatica conosciuta in un viaggio aereo, lei scrive il suo su di un minuscolo post-it e io scrivo il mio sulla copertina interna di un libro che le porgo con gesto studiato, dicendo: "Il libro te lo lascio in ostaggio" domenica, 27 gennaio 2008
Sta crescendo...
lunedì, 21 gennaio 2008
Prove di musica. Prove quotidiane, preponderanti, in testa alla lista delle occupazioni e degli impegni. Ci si affanna, ci si alza, ci si siede, si gesticola, si sistemano gli equilibri delle fonti sonore, si modificano i timbri, si avviano gli effetti speciali, si elaborano i bagliori e le sfumature di luce, come mille anni prima, si amalgama, si rimescola, si deforma, si moltiplica, si registra, si proiettano inconsciamente contro il grande murale dello sfondo centinaia di sagome della propria figura in varie proporzioni e molteplici atteggiamenti, fino alla miscela perfetta, non migliorabile, sintetica, che spinge ad appoggiare chitarre e bacchette, a distendersi sul divano, la nuca contro le proprie mani intrecciate, posseduti dal piacere della decontrazione muscolare, dalla stimolazione positiva e crescente di una magica mistura di odori e profumi di legni, materiali sintetici, muffe, intonaci, cera, candele, respiri, polvere, panini, spremute, fiori secchi, vino, ozono, traspirazioni, fumo e quant'altro. martedì, 15 gennaio 2008
Non tanto gli studenti. E' insopportabile vedere e udire quanto avvenuto in questi tre giorni, non tanto da parte degli studenti universitari - alcuni di loro capaci di sproporzionate invettive e di una frase antistorica come quella pronunciata oggi ("Fuori il Papa dall'università") - quanto da parte di alcuni docenti dai tratti involgariti da un stizza degna di miglior causa: una faccenda buia e fredda come i processi medievali. E contro quale minaccia? Contro quale aggressione? Contro quale terribile pericolo? Nientemeno che la visita del Papa alla Sapienza. Sapienza, capite? Sapienza! [Il solito Dario Fo - Nobel per la letteratura, per chi non associasse il nome al premio - ha spiegato serioso che sì, l'atteggiamento era esagerato, tuttavia il momento scelto dalla Chiesa per la visita non era il massimo dell'opportunità]. Ho guardato più volte il calendario: confermo, siamo nel 2007. Infine: sentire che sono in corso riunioni di collettivi nell'aula di Scienze Politiche mi ha ricordato faccende che speravo perse per sempre. domenica, 13 gennaio 2008
E' nato!
Non così difficile. Basta confusione, basta accalorarsi! E' l'ora della passeggiata, e allora? Si potrà trasformare una passeggiata in un tuffo, o no? E' sufficiente ignorare le formalità, non chiedersi se pullover, scarpe e pantaloni reggeranno alla salsedine, percorrere con determinazione la silenziosa striscia grigia e granulosa tra le balaustre scrostate del molo, avventarsi senza alcun rallentamento nella simulazione d'abisso che si spalanca davanti, magari gridando qualcosa, le mani giunte a fendere l'etere, in un plastico tuffo che penetra come freccia l'infinita massa d'acqua salata, tra grosse bolle d'aria, intrappolate in mezzo ai flutti provocati, e mulinelli fluidi a varia potenza, gradazione, inclinazione e conicità. Non così difficile, dopo tutto. E riemergerne con vestiti bagnati, impaccio ma mente riazzerata. giovedì, 10 gennaio 2008
Diluvio. Si appiccicarono ai vetri, attratti da tuoni cupi in avvicinamento, affascinati in egual misura da lampi grandiosi e ripetuti, da rimbombi ed echi lontani, da vibrazioni, dalla percezione di luci primordiali, da pesanti fitte gocce d'acqua nell'aria rarefatta delle loro menti denudate. mercoledì, 09 gennaio 2008
I libri migliori secondo Hemingway mercoledì, 02 gennaio 2008
Il riparo. Beh... se ti ritrovi in una tempesta di neve quando il fiume si ghiaccia e l'estate finisce, per favore controlla al posto mio se lei è protetta da vesti così calde che la mettano al riparo dai venti urlanti. (Bob Dylan, traduzione libera)
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