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QUA(derno)BLOG: appunti personali a fogli staccabili (dal marciapiede fino alla vetta dei grattacieli).
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domenica, 25 novembre 2007
Scherzi del tepore. La temperatura dell'aria è perfetta. Mi siedo, beato, a un tavolino; unico cliente. Un cameriere dallo sguardo curioso mi serve una colazione perfetta: pane tostato, soffice e croccante allo stesso tempo, marmellata di pesche, cornetti appena sfornati, caffelatte. Il calore del sole sul collo e su un braccio. Mi appisolo, la guancia abbandonata contro la mano destra serrata a pugno. Sogno l'attesa. Mi riscuote un tocco, garbato, del cameriere. Mi ritrovo accaldato e spaesato. Pago il conto. Lascio una buona mancia. Dove diavolo sono? sabato, 24 novembre 2007
Pallone d'oro. Non poteva essere altrimenti, dato che è il migliore: Kakà (ufficiale). giovedì, 22 novembre 2007
Non ci casca più nessuno, spero. Ci risiamo, per l'ennesima volta il leader dell'attuale opposizione ha un'idea "a sorpresa" che disorienta gli avversari (e, stavolta, anche qualche alleato), e subito viene sbandierata una nuova inchiesta bomba che lo coinvolge: si tratta di patti segreti Rai-Mediaset, per cambiare almeno un po' scenario. Non ci casca più nessuno, il gioco è troppo evidente, quasi imbarazzante. No, pardon, qualcuno ci casca e ci campa: La Repubblica. sabato, 17 novembre 2007
lunedì, 12 novembre 2007
Ultras. Per me queste sono considerazioni (in evoluzione) da cui partire per cercare una soluzione:
Sogno nel dormiveglia. Tutti gli spettatori degli stadi, all'unisono, circondano gli ultras, li pressano, li compattano, rendono loro impossibile il movimento. Senza violenza. Li tengono in mezzo, fissandoli, aspettando le loro reazioni di paura, di sconcerto (chiunque ha terrore di una folla di migliaia di persone) privi del sostegno del branco, dei cappucci, dei passamontagna, delle sciarpe avvolte attorno al viso. Per ore, a turno, fino allo sfinimento, in un mondo irreale, quello a cui appartengono. Fino a che i bisogni fisiologici li sconvolgano e li umilino. domenica, 11 novembre 2007
Gioco del calcio e morte. Nessuno di noi, tranne le persone presenti oggi nell'area di servizio lungo la A1, è stato testimone del fatto, tuttavia ognuno cerca di dare un'interpretazione guidata dalla propria ideologia. Porca miseria, vogliamo capire o no, tutti, che questo modo di vivere il tifo è da imbecilli? Li state sentendo gli slogan dei "giovani sportivi" negli stadi? Siete sordi? Si tratta di pallone, di gioco! Muore gente, giovane; guardate i gesti isterici e le mani o i pugni tesi, guardate bene: li continuano a proporre, sono in diretta! Non si tanno battendo per una causa superiore o per la libertà! Mai stati vicini a queste innocenti "scaramucce"? Mai avuta una "spinta" dalla folla urlante mentre cercate di proteggere dal soffocamento un bambino piccolo? Guardate le loro espressioni, i loro occhi, i loro volti nascosti, adesso; cercano solo il colpevole dell'ultimo fatto di sangue, non sanno di esserlo tutti; sono pronti a sbranare govani coetanei in divisa o qualche avversario che passa (il giorno dopo la metà tornernano mammolette che chiedono alla genitrice la camicia stirata, ovvio; se non hanno ucciso o se non sono stati uccisi; ma guardateli ADESSO, ora, sono lì, sono di nuovo pronti a colpire o a farsi colpire; a costo di coinvolgere innocenti). Dunque, prima, in RAI c'era un regime. Ora è finito, ora ci si può esprimere liberamente, ora la faziosità è scomparsa: i comici onnipresenti sono Maurizio Crozza, Sabina Guzzanti, Daniele Luttazzi (su LA7: per la RAI deve essere superato ancora qualche timore e si devono avere alcune rassicurazioni), Marco Travaglio, Vauro Senesi e, al massimo dello schieramento non estremo, Enrico Bertolino. Adesso sì che siamo tranquilli. E una cosa è sistemata. Ma... qualcuno mi spiega in cosa consiste la bravura di Michele Santoro (a parte l'aver spuntato un contratto invidiabile e il riuscire a circondarsi di parafulmini) e in quale momento la puntata dedicata al povero Enzo Biagi è stata davvero così speciale? [una spiegazione semplice e chiara: in queste cose sono un po' tonto]. martedì, 06 novembre 2007
Una macchina da Champions. Non c'è dubbio, i rossoneri lo sono. Così, tra le altre cose, onorano il loro vecchio grande giocatore ed allenatore ("Coppa vince... chi meglio gioca..." ). lunedì, 05 novembre 2007
Nils Liedholm. Un gentiluomo che se ne va.
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