B l o g a p p u n t i

QUA(derno)BLOG: appunti personali a fogli staccabili (dal marciapiede fino alla vetta dei grattacieli).




*loading* visitatori


Ultimi commenti
Gardenia in Potere. Il dito frap...
utente anonimo in Potere. Il dito frap...
Gardenia in Potere. Il dito frap...
Gardenia in Davvero, Beppe Grill...
angelocesare in Davvero, Beppe Grill...
ekaeka in Davvero, Beppe Grill...
YetiGdN in Grillo ha stufato. S...
utente anonimo in Grillo ha stufato. S...
felicesaulino in Grillo ha stufato. S...
angelocesare in Grillo ha stufato. S...


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder


E-Mail



venerdì, 31 ottobre 2003

Finestrini e pioggia. Certo che ad avere il coraggio di spegnere il tergicristallo (provare da fermi, grazie) si ottiene una ben strana versione del mondo serale. E' come se il rosso e il bianco dei fanali, le luci delle vetrine e il colore cipolla dei lampioni facessero a gara a chi dipinge meglio l'altra dimensione.

by angelocesare | 19:16 | commenti (7) | |

giovedì, 30 ottobre 2003

Quasi. Camminare sotto queste tempeste solari è quasi meglio che cantare e danzare sotto la pioggia! Ancora un'altra, per favore!

by angelocesare | 19:49 | commenti (3) | |

mercoledì, 29 ottobre 2003

Risposte. La domanda di Finestra è "Ma si deve essere tolleranti con gli intolleranti?". Temo di sì, altrimenti si diventa intolleranti.

by angelocesare | 22:17 | commenti (4) | |

martedì, 28 ottobre 2003


Le immagini si sfuocano, John Lennon ha finito. Ora di dormire.


by angelocesare | 23:49 | commenti (4) | immagini |

Nebbia di neve [#10]. Il maestro è implacabile. Accorcia la notte, vanifica il riposo, rende ostile il risveglio e aspra la colazione.
Il duro e basso banco di legno. Compagni spaventati.
La giornata è splendida, calda. Il sole aggredisce gli oggetti polverosi della classe. Calore sulla pelle morbida ed elastica delle mani. Vapori d'inchiostro profumato.
Il maestro ha l'aria seria, è immobile a fianco della cattedra. Le sue labbra pronunciano con enfasi le singole lettere del titolo del tema, lentamente, senza legami, permettendone la dispersione nel pulviscolo abbagliante.
I movimenti di tutti appaiono rallentati, incoerenti, afinalistici.
La lavagna è solcata dalle tracce a spirale del cancellino bagnato.
C'è luce e calore, ci sono riflessi abbaglianti ovunque. Il volto del maestro è sempre più chiaro e trasparente, indefinito.
Tutti scrivono, spaventati e decisi, forsennatamente, fogli e fogli. La fiasca di vetro a riempire di nuovo i calamai.
Qual è il titolo? Quale il tema? Perché non puoi uscire dall'aula e correre, giocare, rotolarti nell'erba, infangarti, impolverarti, stancarti, ferirti?
Giulio tocca il foglio, lo sfiora con i sensibilissimi polpastrelli, più volte, con attenzione. La tensione scompare, comprende, tutto è chiaro. Si alza, consegna lo svolgimento, per primo. Il maestro è crudele, beffardo: "Un foglio bianco?"
Giulio lo fulmina con lo sguardo, gli si avvicina, lo ammansisce, lo investe di parole tranquille: "E' il mio svolgimento. Lei osserva troppo le norme, si autolimita. Ci sono linee su quelle quattro facciate, sottili e precise linee orizzontali e verticali, che si intersecano: ne può sentire il rilievo e le peculiarità usando il tatto nel modo appropriato. Hanno piccole asperità quelle righe, un linguaggio, e formano croci alle intersezioni: le ho sfiorate una ad una, le ho percorse e conosciute. Una ad una."
Il maestro lo osserva stupito.
Giulio continua: "Le istruzioni costringono a violare quei fogli, a imbrattarli, a porre un termine, una fine, a sottostare ai limiti del tempo e dello spazio. Io sono speciale: ho violato la consegna."
Il maestro è impaurito, riesce solo a sussurrare: "A che scopo?"
Giulio fissa la luce del sole, avverte il tocco delle particelle infinite di pulviscolo. I compagni scrivono con disperazione, i pennini graffiano e incidono pagine e pagine, schizzi d'inchiostro su banchi e piastrelle, pelli tatuate.
"A che scopo?" lo incalza il maestro, con sgradevole e impaziente dolcezza.
"Lei insegna ma non vuole imparare. Ha avuto ogni dato, lei non è il dottore. Le ho consegnato ciò che mancava e l'ha giudicato carta bianca. Non riuscirà a varcare i limiti. La mia vita, da ora, non ne ha più." [fine]

















by angelocesare | 23:42 | commenti (4) | scrivere |

Da provare. Nonostante la minaccia di creare un blog parallelo in latino, questo non è male. E tantomeno questo, se non avete paura dei cazzotti!

by angelocesare | 16:26 | commenti (5) | |

lunedì, 27 ottobre 2003

Senza perché. Alcune persone hanno la capacità di farsi ascoltare volentieri. A me piace la radio, specie al mattino mentre sono in macchina (quella breve mezz'ora). Platinette che discute dell'argomento del giorno su DJ è un appuntamento imperdibile. Non c'è una spiegazione, a pensarci bene, così ho deciso di non capire il perché.

by angelocesare | 20:06 | commenti (4) | |


Oggetti e persone della sera ©


by angelocesare | 17:57 | commenti (1) | immagini |

Nebbia di neve [#9]. Dorme fino al mattino, mentre spasimi spietati sconvolgono il suo corpo, senza pause, senza svegliarlo. Senza incubi.
Lo ridesta un bacio: "Fai colazione?"
"Come?"
"Fai colazione lo stesso?"
"Che vuoi dire?"
"Hai passato la notte sul divano; magari hai cambiato altre abitudini."
Giulio è intontito, indolenzito, adora Linda, ha voglia di stiracchiarsi. E' esposto alla luce del giorno. E' in forma. Cerca i figli con occhi brucianti, solo un po' pallido: "Colazione, colazione doppia!"
Un altro bacio. Baci dei bambini.

Nel mezzo dell'ultima notte sul divano Giulio si sveglia di soprassalto: un vuoto e un silenzio impensabili. Non può respirare, eppure si muove liberamente. Il cuore non batte, almeno non pare, non sono avvertibili pulsazioni, tuttavia la mente è libera, pronta, chiara. Serve uscire, senza disturbare, andare al più presto all'esterno, coperto e protetto.
Il mese è trascorso. Lo attende una prova importante. Quale? Ne ha una vaga e fastidiosa percezione. Mentre chiude il portone. Mentre si immerge deciso nella nebbia e nel buio.
Non può più rientrare, lo capisce, ma gli sfugge il motivo di un così grande mutamento. La soluzione è nell'aria tagliente, nel vortice furioso della neve, che sbarra la porta alle sue spalle, che lo risucchia e impone percorsi obbligati, confondendo sagome e riferimenti, liberando il corpo da vincoli e limitazioni.
Il fragore delle spirali e l'intensità dell'impatto rendono impercettibile lo schianto che lo dilania, cui assiste come da un'altra dimensione, con tenerezza e comprensione.
Ora è in grado di percepire l'asperità del terreno che calpesta, attraverso la consunzione delle suole. Non è attrezzato a dovere, non avrebbe dovuto uscire, la nonna lo aveva avvisato, è una sera troppo inclemente. La casa è vicina, comunque, può tornare indietro pentito, rassicurato.
Il nonno gli rifila del vino caldo e speziato, e lo avvolge nello scialle amaranto.
"Sei pronto per domani?" gli sussurra mentre lo aiuta a infilarsi nel letto.
"Domani?" chiede Giulio, i piedi appoggiati allo scaldino, il volto seminascosto dalle coperte.
"Il compito in classe. Ne parli da un mese", continua la nonna, serena e preoccupata.
"Credo. Sì. Penso di sì", geme Giulio scivolando in un sonno ondulante.
Il bacio morbido sui capelli, profumo di sapone. ... [continua]


















by angelocesare | 17:48 | commenti (1) | scrivere |

domenica, 26 ottobre 2003

Paure del nuovo millennio. Chi ha paura dei crocifissi? E soprattutto perché? Perché ora? Perché qui? Perché appoggiandosi a sentenze e scartoffie?

by angelocesare | 14:53 | commenti (5) | |

Amori. Amo gli ingenui, gli idealisti e le menti libere. I sognatori. La neve e le forme infinite delle nuvole.

by angelocesare | 12:31 | commenti (2) | |

sabato, 25 ottobre 2003

I malfidati. Un esempio di malfidato è qui e, purtroppo, anche qui. E sembra che ce ne siano altri. Ma... i malfidati cosa costruiscono? (spiegatemelo come a un bambino, con pazienza, perché in queste cose sono tonto).

by angelocesare | 17:56 | commenti (2) | |


© Template by Lab