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QUA(derno)BLOG: appunti personali a fogli staccabili (dal marciapiede fino alla vetta dei grattacieli).
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martedì, 06 maggio 2008
Potere. Il dito frapposto, a breve distanza dagli occhi, tra essi e l'intorno, simula una parvenza di potere superiore con capacità di distruzione: come da bambino creavo costruzioni complicate e assurde, brutte ed elaborate, faticose e insoddisfacenti, per poi travolgerle, polverizzarle, bruciarle, fonderle o spezzarle, così ora abbatto con quel dito enorme ogni irrazionalità, senza timore; usando anzi un altro dito e un altro ancora e tutta la mano, come ad afferrare, oltre che ad abbattere. sabato, 03 maggio 2008
Uffa Santoro, che noia! Anche a sinistra (ma adesso è davvero troppo semplice, adesso che gli elettori hanno loro aperto gli occhi) riescono a rilevare i tanti difetti di Michele Santoro: è troppo tardi. Mi limito a una sua frase illuminata, dopo la valanga di critiche ricevute da tutti (questa volta), a difesa di un inguardabile e inascoltabile tentativo di trasmissione sulla manifestazione di Torino: "Grillo è un soggetto politico, dunque ritengo di aver esercitato il diritto di cronaca nell'esclusivo interesse del pubblico". Secondo me due concetti suonano strani: soggetto politico? interesse del pubblico? P.S. Sulla situazione generale consiglio questo ottimo editoriale (La ribellione delle masse) di Ernesto Galli Della Loggia (Corriere della Sera di oggi) mercoledì, 30 aprile 2008
Davvero, Beppe Grillo, basta! Indipendentemente dal fatto che pubblicare i redditi sia o no un abuso di potere, Beppe Grillo dovrebbe, a questo punto, fare due cose contemporanee e indispensabili: tapparsi la bocca e smetterla di sbraitare. sabato, 26 aprile 2008
Grillo ha stufato. Seguo tutto, quindi ho seguito la sua performance di ieri (la formula chimica è V2-Day). Una perdita di tempo. Uno spettacolo imbarazzante di cui non si capisce il fine ultimo. Demolire tutto urlando, sudando, insultando, svilendo e sputacchiando dovrebbe portare a un mondo migliore? Finirà come Nanni Moretti dato che, temo, ne ha le stesse motivazioni: frustrazioni personali ed esaurimento della vena artistica. Le due ciliegine sulla torta sono state il parere del guru Celentano (in video, ovviamente, non di persona) e la conclusione della mammoletta Travaglio con la frase "Dedichiamo questa giornata a Biagi e Montanelli" (lui la dedica?). Servono persone nuove, sono indispensabili, se ne sente sempre di più la mancanza, ma non sono questi figuri che aspettiamo (sembra che le ingiustizie diano fastidio solo a loro, dimenticando che le si combatte di persona, con difficoltà, ogni giorno, non servendosene come auto-pubblicità). Insomma: gli aizza-folla e la folla che monta mi atterriscono. giovedì, 17 aprile 2008
Fuori stagione. Mi è sempre piaciuto camminare d'inverno per le strade del centro o il lungofiume. Ai tempi dell'università, se la temperatura raggiungeva le adatte gradazioni negative, uscivo senza preavviso, a qualunque ora. Se era molto tardi gli amici mi guardavano rassegnati, tentando senza convinzione di dissuadermi, a parole o a epiteti. Dicevano: "Lasciamolo andare, prima o poi si prenderà qualcosa!" E io andavo, invariabilmente. Qualche volta mi facevano gesti sconsolati dal balcone. Uscivo solo. Subivo senza difese il freddo, da stordirmene. Più faceva freddo più avvertivo che qualcosa di grande poteva succedere; che potevo incontrare qualcuno di importante, tra le volute pigre della nebbia, nello scintillio rallentato dei cristalli di ghiaccio. A volte tornavo deluso e intorpidito, anestetizzato, invidiando gli amici sotto le coperte, desiderando il calore della stanza e la morbidezza del tappeto. O un sogno favorevole. martedì, 15 aprile 2008
Ha perso "ma anche" ha sfasciato la sinistra. Veltroni si sta vantando di non so cosa ma chi sa vedere e sentire capisce che nel tentativo, sorridente e finto pacioso, di arrivare al successo personale, è riuscito a perdere nettamente le elezioni (l'espressione del volto di Fassino era tutto un programma; D'Alema, ovviamente, non si è fatto inquadrare) contribuendo alla sparizione della parte estrema e storica della sinistra. Pensare ad un Parlamento senza Bertinotti, obiettivamente, provoca uno strano senso di incompletezza ma non si sentirà certo la mancanza di personaggi alla Diliberto (ancora ieri ha avuto il coraggio di dire che "Se avessimo messo falce e martello nel simbolo!..." subito zittito da un'attivista giovane ma non con la testa fasciata) o alla Storace (e la sua fiamma). Niente brogli, niente ritardi, nessuno sbilanciamento prima dell'arrivo dei risultati definitivi (eccezione, vedi post sotto, la sempre astiosa Bindi). Niente fucili, niente cannoni, niente pistole, niente molotov. Un'Italia quasi normale anche agli occhi degli stranieri. lunedì, 14 aprile 2008
Voglio rischiare la figuraccia. Sono le 17.30, i dati delle elezioni sono parziali ma c'è già qualche politico di professione, e pure scafato, che si butta in una dichiarazione tipo "Il successo del Partito Democratico è innegabile. Possiamo affermare che è il primo partito d’Italia. Il risultato è straordinario per noi, non ci sono dubbi" (si tratta di Rosy Bindi, commentando le prime proiezioni al Tg3). Secondo me esagera e i fatti la smentiranno. Così, a naso. giovedì, 10 aprile 2008
Antipasto. Il cameriere attende l'ordinazione qualche istante, quindi suggerisce: “Posso consigliare?” subito dopo elencando e spiegando una decina di piatti. mercoledì, 09 aprile 2008
"Un impegno di lealtà repubblicana". Questa lettera melensa e surreale del leader del PD, in cui chiede "garanzie" al leader del PDL, mi lascia senza parole e con una certezza: l'ex sindaco di Roma non è una persona che rappresenta il nuovo e non ha soluzioni pratiche per l'Italia. Decidere per chi votare è sempre più difficile. lunedì, 07 aprile 2008
Cancellare una stanza. C'è troppo disordine, esagerato e senza tempo. Sarebbe bello poter fare come a scuola, quando la lavagna era troppo usata. Il gesso strideva su sottile poltiglia bianca vanificando la creazione di contrasti visivi o schemi di vita: il maestro mi indicava, ero il più alto e ci arrivavo bene, mi invitava a uscire, un panno umido, un paio di passaggi. Lasciare asciugare. Ricominciare senza ostacoli. Ma cancellare una stanza d'appartamento non è altrettanto facile. lunedì, 31 marzo 2008
Brava Milano, l'Expo 2015 è tua. Trattala bene! mercoledì, 26 marzo 2008
Scambi temporali. Lei ha portato con sé sua figlia, alla festa, quasi trentenne, e la musica è stata in grado di far vorticare all'indietro le lancette dell'orologio, tanto da confondere e da farmi ritrovare al cospetto di sua madre prima di esserlo divenuta, tanto le somiglia, costringendo la storia a non avere mai fine. Così il ballo [contro il parere del Cappellaio Matto].
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